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I padroni del discorso. Platone e la libertà della conoscenza (disponibile anche in versione cartacea nella sezione Didattica e Ricerca - Collana Progetto Methexis)
Pievatolo Maria Chiara

- Data pubblicazione: 06   2003
- 278 pagine
- 15x21
- non illustrato

Oggi il problema della libertà dell’informazione non solo dalla censura politica, ma anche dalla proprietà privata, si impone non tanto in rapporto alla filosofia, quanto ad altri codici che sanno cambiare il mondo: il codice del “software” e il codice della vita. È in atto una battaglia durissima fra i fautori dell’estensione della proprietà privata intellettuale – nelle forme del brevetto, del “copyrigth”, di legislazioni antipirateria, di “non disclosure agreement” – e i sostenitori di quello che potrebbe definirsi come un comunismo della conoscenza. Chi abbraccia quest’ultima posizione afferma che il codice può essere sviluppato a vantaggio di tutti solo se può essere condiviso ed elaborato liberamente in comunità di discussione; la libertà di queste comunità dipende, a sua volta, dalla libertà del suo oggetto, cioè dal carattere comunitario, pubblico e non privato, del codice stesso. “I padroni del discorso” si propone di mostrare che il carattere pubblico dell’informazione non deriva da una pretesa nuova e marginale, ma è al cuore della stessa tradizione filosofica occidentale. Proprio come la democrazia, se non vuole ridursi a un rituale, ha bisogno della massima libertà nell’uso pubblico della ragione, così la filosofia, se non vuole ridursi a formula, ricetta e ideologia, necessita di uno spazio libero di discussione che sia maggiore degli esiti dell’uno o dell’altro sistema. Una interpretazione mirata di alcuni testi platonici permette di motivare e di inglobare le rivendicazioni settoriali della libertà del codice entro un argomento complessivo per la libertà della conoscenza, che viene corroborato dal confronto con alcuni, successivi, classici della filosofia.

Maria Chiara Pievatolo insegna storia della filosofia politica e analisi del linguaggio politico presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università di Pisa. È inoltre curatrice del “Bollettino telematico di filosofia politica”. Fra i suoi lavori recenti si annovera il volume “La giustizia degli invisibili. L’identificazione del soggetto morale, a ripartire da Kant”, Roma, Carocci, 1999.

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