Il volume propone la prima rassegna su scala romanza delle più antiche epigrafi redatte in volgare e oggi ancora consultabili: un corpus di quarantatré reperti selezionati, con criteri espliciti ed uniformi, tra i cinquantacinque individuati attraverso un’ampia ricerca bibliografica.
Tutti i reperti proposti dalla bibliografia consultata sono uniformemente schedati; dei quarantatré reperti ammessi nel corpus viene fornita una documentazione fotografica a colori, per più di un terzo inedita. L’introduzione comprende: la discussione del posto delle epigrafi tra le prime scritture volgari; la selezione del corpus; uno studio dei reperti selezionati, sotto il profilo tipologico (con particolare riguardo agli epitaffi) e in relazione al significato dell’impiego del volgare.
Livio Petrucci (Roma 1946) è docente di Filologia italiana presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Pisa. Ha studiato: autografi di Boccaccio e Petrarca; testi napoletani, fiorentini e pisani dei primi secoli; la questione delle Origini. S’è occupato della topografia medievale delle sorgenti termali flegree, e ha pubblicato un foglio volante tedesco più volte stampato in occasione dell’eruzione del Monte Nuovo (1538).
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